«Traditi dalla frode, dalla violenza, dall’ignavia, dalla servilità criminosa, voi, insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell’Italia e costituire il popolo italiano»: così l’1 dicembre del 1943 Concetto Marchesi rivolge un appello agli studenti dell’Ateneo patavino, incitandoli alla Resistenza e alla lotta armata contro l’occupante straniero e il traditore fascista.
Risaltano la lucidità, la lungimiranza, l’ottimismo nella scelta delle parole: «costituire il popolo italiano», da parte di chi dopo la Liberazione sarà eletto deputato all’Assemblea Costituente.

L’antifascismo di Marchesi si inquadra negli sviluppi del pensiero marxista italiano. Emerge chiaramente dal suo discorso la consapevolezza del compito dell’intellettuale nella società moderna: quel «voi [studenti], insieme con la gioventù operaia e contadina» riflette le riflessioni gramsciane di cui Palmiro Togliatti sarebbe stato il primo divulgatore.

Abbiamo scelto di intitolare a Concetto Marchesi, filologo e padre costituente, il nostro Centro Studi proprio perché siamo convinti della necessità di concepire il lavoro intellettuale in funzione all’edificazione di una società più democratica, più equa, più giusta.

L’ambizione del Centro Studi Concetto Marchesi è di aggregare le forze migliori delle università italiane: affiancare studenti, dottorandi e giovani ricercatori a docenti e a intellettuali che si sono già distinti per aver coniugato l’attività scientifica con l’impegno sociale e civile, in un lavoro di analisi, di divulgazione, e di elaborazione propositiva.